Anche l’Europa boccia l’integratore “PiùLatte”
Secondo una ricerca dell’Istituto superiore di Sanità (Iss) condotta nel 2003, la stragrande maggioranza delle mamme (oltre il 95%) desidera allattare al seno i propri figli. Del resto il latte di mamma è inimitabile e l’allattamento fa bene ai bambini, alle mamme, all’ambiente e… anche al portafogli! In teoria tutte le mamme possono allattare al seno: i casi di agalattia (mancanza di latte) sono pochissimi e ancor più rare sono le controindicazioni vere all’allattamento. Purtroppo non tutte le donne riescono nel loro intento e sono pochissime quelle che seguono le indicazioni dell’OMS, che raccomanda di allattare in modo esclusivo (senza cioè aggiunte) almeno fino a sei mesi.
I motivi che stanno dietro a questi insuccessi sono noti: mancanza di informazione e sostegno corretti da parte di personale sanitario adeguatamente preparato. Ma soprattutto troppe pressioni pubblicitarie da parte delle aziende, che non perdono occasione di minare l’autostima delle mamme nella propria capacità di allattare al seno e studiano mille stratagemmi per rafforzare la fiducia delle mamme nella sempre più ricca gamma dei prodotti industriali. “Nel caso il tuo latte non fosse sufficiente” oppure “se non puoi offire il seno al tuo bambino” sono le frasi maggiormente utilizzate dalle aziende che, in alternativa, propongono prodotti “appositamente studiati e formulati per il tuo bambino” e quindi in grado di offrire “tutti gli elementi nutritivi di cui ha più bisogno in questa delicata fase di crescita”.
A volte però al danno si aggiunge la beffa e anche quando le mamme riescono ad allattare, ecco che qualcuno prova a mettere il bastone tra le ruote. E’ il caso dell’integratore PiùLatte della Milte a base di silimarina: un galattagogo dimostratosi efficace nell’aumentare la produzione di latte nelle mucche e – secondo la Milte – anche nelle mamme. Peccato che l’efficacia del prodotto in questione – il cui costo non è proprio del tutto trascurabile – sia stata ripetutamente messa in discussione da diversi organi di controllo. Tra questi l’Autorità garante della concorrenza e del mercato che, tra il 2005 e il 2008, ha giudicato ingannevoli per ben tre volte i messaggi diffusi dall’azienda, condannandola al pagamento di una multa complessiva pari a 62.250 euro. E ancora l’Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria (Iap) che, nel marzo 2007, ha giudicato non conforme il claim “Studi clinici hanno dimostrato che un’assunzione regolare di PiùLatte può far aumentare la produzione di latte materno sino a +85%”, limitatamente alle parole “sino a +85%”, poiché – secondo il Giurì – “non esisterebbe alcun prodotto in grado di aumentare la produzione del latte materno dell’85%”.
Ma non è tutto. Un nuovo ed autorevole “no” all’integratore è infatti arrivato dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA). Dopo aver analizzato l’unico presunto articolo scientifico addotto da Milte a prova delle sue asserzioni, alcuni giorni fa l’organizzazione ha concluso che “questo studio è affetto da molti difetti sostanziali nel modo in cui è disegnato e riportato, dato che non vi è informazione sul metodo di randomizzazione, di occultamento dell’intervento, di stima del campione e di calcolo della potenza. La media avanzata di età post-natale dei bambini all’inizio, giorno 0, dello studio, l’assenza di informazioni sul peso degli stessi e la diagnosi di inadeguata produzione di latte sono state identificate come ulteriori debolezze dello studio. L’EFSA considera che non si possano trarre conclusioni da questo studio sul presunto supporto scientifico alle asserzioni sull’effetto della silimarina.”
Per maggiori informazioni ecco questo comunicato stampa di Ibfan Italia, associazione no-profit che ha ingaggiato con Milte una lunga battaglia
In conclusione, care mamme, se davvero desiderate riuscire ad allattare i vostri bambini lasciate perdere costosi (e a quanto pare poco efficaci) integratori! In caso di dubbi o difficoltà, cercate piuttosto aiuto competente e disinteressato (vd. link più sotto). E ricordate: ogni donna deve essere pienamente consapevole che lei ha il miglior latte per il suo bambino. Quando il bambino succhia dal seno attiva la produzione di latte per azione della prolattina, un ormone prodotto dall’ipofisi che permette alla mamma di produrre in maniera proporzionale il latte. Più il bambino succhia, più latte viene prodotto: ecco il segreto…
Tutto il resto, silimarina compresa, lasciamolo pure alle mucche!
Link utili:
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Associazione Italiana Consulenti Professionali in Allattamento Materno: www.aicpam.org
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La Leche League: www.lllitalia.org
- Gruppi di auto-aiuto sul sito del MAMI: www.mami.org/gruppi.htm























La mia esperienza col PiùLatte invece è positiva: mi è certamente servito in un momento in cui il mio organismo non produceva latte a sufficienza per le esigenze della mia figlioletta neonata… era già un mese che mi frustravo; poi al centro di aiuto dell’Asl mi hanno regalato un po’ di bustine e dato dei buoni consigli… sono bastate un paio di settimane e ho visto aumentare il flusso, finché io e la mia piccola abbiamo detto addio al biberon
Certo, dal punto di vista scientifico un caso non vuol dir nulla, però è anche vero che la scienza non sa tutto…